Parliamo di Brexit e Philip Morris (PM)

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La vittoria di Boris Johnson ha spinto il Cable sui massimi di Maggio 2018, in area 1.35. Il breakout di area 1.3270 è avvenuto con volatilità ma il consolidamento sopra area 1.34 suggerisce una possibile estensione del rimbalzo verso area 1.36, 1.3765 e 1.40, quest’ultima un’area di massimi molto significativa. L’indicatore RSI punta a rialzo ma è lontano da aree di ipercomprato, a sostegno dell’ipotesi che il cross sia andato in accumulazione rialzista e ci sia ancora spazio per un consolidamento ed un’ulteriore salita. Area 1.3150 rappresenta il principale supporto al rimbalzo in essere.

Philip Morris (PM): Una storia di successo in una industry che cambia

Philip Morris è storicamente uno dei nostri titoli preferiti ed lo è a maggior ragione adesso, a queste valutazioni. La società leader nel tabacco sta affrontando una fase di radicale trasformazione della sua industry di riferimento, ma lo sta facendo con grandissima rapidità, senza sacrificare gli utili aziendali e continuando a remunerare generosamente i suoi investitori.

Nell’ultima trimestrale il gruppo ha mostrato numeri eccellenti e, soprattutto, una crescita estremamente incoraggiante sui prodotti sostitutivi del tabacco. Questa è sempre stata la principale preoccupazione per gli investitori, con il consumo di tabacco che, nel mondo, è sempre più disincentivato e di conseguenza in calo.

In generale, i titoli del tabacco hanno rappresentato uno dei pilastri di qualsiasi portafoglio orientato al rendimento e Philip Morris non fa eccezione in questo senso. Attualmente PM ha un payout ratio del 95% e finanzia tale dividendo con circa l’80% del suo flusso di cassa operativo, in linea con quanto verificatosi negli ultimi cinque anni.

Se esistessero dubbi sulla sostenibilità dello stesso, basta ricordare che la società ha pagato circa l’80% dei suoi flussi di cassa per anni e, soprattutto, PM ha un rapporto tra Margine Operativo e Oneri Finanziari (interest coverage ratio) pari a 11, un livello altissimo, che testimonia la sostenibilità della sua struttura finanziaria.

Attualmente, PM ha un dividend yield vicino al 6%, un livello superiore all’85% dei titoli dell’S&P500, con una crescita del dividendo nell’ordine del 4% annuo, rispetto alla sua media storica (2%). In questo senso, la società sta quindi mostrando una maggiore capacità di remunerare gli azionisti.

Sources: FFN Python Library

Sul piano della valutazione, il titolo scambia ad un multiplo Prezzo / Utili inferiore a 17, in linea con l’S&P500 ma inferiore alla sua media storica, vicino a 20. Se scambiasse sui suoi livelli storici, PM scambierebbe ad un fair value nell’ordine di $95-100 per azione.

Nel complesso, Philip Morris continua ad essere un titolo con grandi capacità di remunerare gli azionisti, una strategia aziendale che sta rispecchiando in anticipo i cambiamenti della sua industry ed una solidità patrimoniale che garantisce i dividendi erogati in questi anni. In aggiunta, il titolo è fondamentalmente anticiclico e quindi tende a sopraperformare in fasi di rallentamento economico.

A cura di

Edoardo Fusco Femiano

Market Analyst

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