Il trend di politica monetaria e l’oro

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L’oro si avvia a concludere un 2019 largamente positivo, con una performance da inizio anno nell’ordine del +20%

Recentemente intervistato, il noto hedge fund manager Eric Peters ha calcolato che le principali materie prime scambiano ad un prezzo inferiore al suo costo di produzione, evento verificatosi solo nel corso delle *crisi economiche* del 2001 e 2008.

In particolar modo, materie prime come rame e petrolio hanno un costo di produzione superiore al suo prezzo di vendita, mentre l’oro attualmente ha un prezzo di vendita superiore all’incirca del 40% rispetto al suo costo di produzione. Questo fattore industriale è certamente alla base dell’aumento della domanda di oro e del suo forte rialzo. Tuttavia non è il solo. Vediamone alcuni:

Guerra Commerciale: le tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina hanno prodotto un certo grado di avversione al rischio tra gli investitori, oltre ad aver chiaramente generato un rallentamento nell’economia globale. A fronte dei continui confronti tra le rispettive diplomazie, l’oro ha sempre risposto positivamente. Anche in presenza di un accordo parziale, è verosimile che le tensioni siano destinate a perdurare e quindi l’oro potrebbe continuare a beneficiarne.

Fattori Macro: Diversi indicatori di sentimenti, come il Conference Board’s Leading Economic Index (LEI), hanno evidenziato una fase di evidente rallentamento economico. In risposta a ciò, gli investitori hanno alleggerito le loro posizioni sui titoli più legati al ciclo economico (ad esempio i tecnologici) aumentando quelle nei beni rifugio, su tutti l’oro.

Politiche Monetarie: Al palesarsi di un evidente rallentamento, le banche centrali globali, in primis la Fed, hanno manifestato l’intenzione di procedere ad ulteriori e nuove fasi di allentamento monetario. In particolare, la Fed ha proceduto a tre tagli dei tassi e, ad oggi, il FedWatch del CME sconta una probabilità del 90% di un prossimo taglio dei tassi nel meeting di fine Ottobre. Anche la BCE ha ripreso il quantitative easing e, nel complesso, tutte le principali banche centrali sono intervenute nel fornire sostegno al ciclo economico. In un simile contesto, l’oro è destinato a ben performare.

Inflazione: L’inflazione è in pieno rallentamento in tutto il mondo ed anche negli Stati Uniti si è oramai attestata poco sotto i livelli chiave del 2% identificati dalla Fed. In particolare, i rendimenti dei titoli di stato americani legati all’inflazione (c.d. TIPS) sono in deciso calo. Un dato inequivocabile di come le attese inflazionistiche si siano decisamente raffreddate. L’oro storicamente ha ben performato in contesti altamente inflazionistici o deflazionistici.

Per queste ragioni, l’outlook per l’oro continua ad essere positivo per i prossimi mesi. Il rallentamento in atto è solo parzialmente contrastabile dalle politiche monetarie delle banche centrali mondiali. Di conseguenza, la domanda di beni rifugio continuerà ad essere sostenuta, oro in primis.

A cura di

Edoardo Fusco Femiano

Market Analyst

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