T. Rowe Price: Nessun debito e dividendo in crescita!

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Tradizionalmente il segmento degli asset manager è poco osservato dalla stampa finanziaria. La ragione è da ricercare nella natura semplice del business, dall’assenza di debito delle società e da una redditività stabile.

Ciononostante, se analizziamo i dati storici, osserviamo come gli asset manager abbiano largamente sovraperformato l’indice S&P500 nell’arco degli ultimi 20 anni. Ho estratto i dati sottostanti dalla libreria FFN (Financial Functions for Python) ed evidenziano come, su diversi orizzonti temporali T. Rowe Price abbia sistematicamente battuto il mercato.

T. Rowe Price è un Dividend Aristocrat, con oltre 33 anni consecutivi di rialzi dei dividendi, che è cresciuto mediante acquisizioni di società terze. Il modello di business in questo senso è semplice e favorisce le economie di scala. Da questo punto di vista, la società è uno dei pochi gestori patrimoniali focalizzato su fondi di gestione attiva in ​​grado di generare costantemente flussi netti positivi. L’obiettivo è una crescita organica dell’1-3% all’anno.

Sul piano del dividendo, T. Rowe Price può essere considerato molto sicuro, considerando che il payout ratio si attesta al 39%, basato su un dividendo di $3,04 per azione e un utile per azione nel 2019 di $7,8, stando al consenso degli analisti. Come è evidente, si tratta di un livello non solo sostenibile ma anche estremamente basso. Infatti, anche in caso di rallentamento economico o recessione, ritengo che T. Rowe Price dovrebbe essere in grado di pagare il dividendo e presumibilmente aumentarlo.

Viste le recenti turbolenze sul fronte azionario, il titolo è ragionevolmente valutato rispetto alle valutazioni storiche e al rapporto Prezzo/Utili: Il P/E del settore è pari al circa a 18, mentre quello della società è 17,5, basato sugli utili 2019. A queste valutazioni, il titolo scambia a sconto rispetto alla sua valutazione relativa in chiave storica.

In conclusione, T. Rowe Price è un titolo volatile che tende a risentire delle oscillazioni del ciclo economico. Tuttavia, si tratta di un titolo che ha sistematicamente battuto il mercato negli ultimi venti anni e, per queste ragioni, può essere incluso in un portafoglio azionario di lungo termine, soprattutto nelle fasi in cui le quotazioni scendono, rendendolo particolarmente attraente.

A cura di

Edoardo Fusco Femiano

Market Analyst

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