Asset Allocation: Controlliamo il portafoglio!

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In una fase in cui la volatilità tende a mutare rapidamente, è importante tenere a mente alcuni concetti storicamente validi. La regola 90/10 di Buffet ci ricorda che anni fa Buffet decise che, alla sua morte, il 90% del suo patrimonio verrà investito in un ETF che replichi l’andamento dell’indice S&P500 e un 10% in Treasuries a breve termine.

La logica è quella di dividere il portafoglio in una parte destinata a sostenere spese più o meno programmate nel breve termine (10% di Treasuries) e una parte destinata a generare rendimenti per il futuro (90% di un ETF sull’S&P500), con una duration di portafoglio in teoria molto alta, per via delle componente azionaria. Esistono diverse motivazioni a sostegno di una simile impostazione.

La prima è che un ETF consente di mantenere un’alta diversificazione di portafoglio, eliminando il problema di dover farlo individualmente. Sotto questo aspetto, è interessante evidenziare che uno studio del 2015 del Professor Javier Estrada della IESE Business School dimostrò come il portafoglio 90/10 su un orizzonte di 30 anni abbia sovraperformato rispetto ai tradizionali modelli di asset allocation (60% equities / 40% bonds) con un tasso di fallimento dei titoli sottoscritti decisamente più basso (2.3% rispetto al 3.1% del modello 60/40).

Sappiamo inoltre come nel corso degli anni molti investitori abbiano deciso di aderire al cosiddetto “Buffet’s 90/10 split”, a dimostrazione di come, al passare del tempo, l’effetto volatilità sugli asset più rischiosi, come i titoli azionari, decresce, garantendo maggiore redditività al portafoglio nel suo complesso.

In aggiunta, un portafoglio di ETF può essere fatto ruotare, ad esempio su base trimestrale o mensile, eliminando gli ETF che hanno performato peggio, per inserire quelli che hanno avuto performance migliori.

Ad esempio, su un paniere di 20 ETF possiamo selezionare ogni mese, od ogni trimestre, i dieci che hanno fatto meglio in questo periodo di tempo, ossia: ogni trimestre calcoliamo le performance da inizio anno di tutti gli ETF ed inseriamo nel nostro portafoglio i dieci migliori.

In conclusione, è evidente come piccole regole di asset allocation e di gestione dinamica del portafoglio possano garantirci alta protezione dalle correzioni, bassa volatilità e migliori rendimenti in un modo relativamente semplice.

A cura di

Edoardo Fusco Femiano

Market Analyst

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