Obbligazioni. Fine del rally?

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Nonostante un anno positivo per l’azionario, ­­­quest’anno le obbligazioni a lungo termine hanno generato risultati eccezionalmente positivi, a causa del calo dei rendimenti. Ad esempio, sia l’ETF iShares 7-10 Year Treasury Bond (IEF) che l’ETF iBoxx $ Investment Grade Corporate Bond (LQD) hanno registrato un rendimento superiore all’11% nei 12 mesi fino al 31 agosto, e l’ETF iShares Core US Aggregate Bond ETF (AGG) ha restituito il 7,3%. Questo è il confronto con l’andamento dell’S&P500 nello stesso periodo:

La performance dell’obbligazionario potrebbe tuttavia essere arrivato vicino al suo top di periodo. La ragione sta nell’inversione dei rendimenti della curva a breve (2 anni) dei Treasuries rispetto a quella a lungo periodo (10 anni). In termini pratici, questo significa che i rendimenti a due anni rendono meno di quelli a dieci anni. Si tratta di un movimento tipico delle fasi di rallentamento economico, specie in un periodo di rendimenti obbligazionari così bassi, che negli anni sono progressivamente andati a scendere.

In sintesi, il rally obbligazionario potrebbe essere alla sua fine, ma l’estensione del rialzo attuale è tra i più lunghi di sempre. Potrebbe durare? Difficile a dirsi. La quantità di obbligazioni a rendimento negativo in Europa e Giappone ha appena raggiunto i $ 17 trilioni e gli investitori globali stanno continuando a comprare Treasuries USA per ottenere un minimo di rendimento. Un taglio di 25 punti base della Fed il 18 settembre è ampiamente prezzato dal mercato e secondo il CME Fedwatch, la possibilità di un altro taglio di 25 bps il 30 ottobre è superiore al 60%.

Sul piano macroeconomico, i segnali sono contrastanti. L’inflazione basata sull’IPC negli Stati Uniti core è accelerata al 2,2% a Luglio, sopra il livello target del 2% della Fed. Nel frattempo, la misura più utilizzata della Fed, Core PCE, è rimasta all’1,6%. In questo senso, Powell ha dichiarato che l’economia degli Stati Uniti “è in una buona posizione” e alcuni presidenti regionali della Fed hanno espresso preoccupazione per l’allentamento della Fed, pur in presenza di bassa inflazione.

Tuttavia, esistono anche fattori che potrebbero invertire l’andamento dei tassi di interesse. I tassi zero o negativi hanno dimostrato di non funzionare bene: le economie europee sono ferme e la BCE ha strumenti molto limitati.

In generale, una situazione di forte compressione dei tassi, dopo un rally obbligazionario di queste dimensioni, suggerisce prudenza a livello di portafoglio. Sopra alcune soglie, l’azionario high dividend offre maggior protezione e certamente rendimento. I mercati azionari non sono cari su base storica, rispetto agli utili, mentre il mercato obbligazionario lo è. Nel complesso, ci sentiamo di suggerire prudenza nel prendere posizione sugli ETF obbligazionari, continuando a guardare ad un azionario di buona qualità e buon rendimento.

A cura di

Edoardo Fusco Femiano

Market Analyst

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