Dove può arrivare l’oro a fine 2019?

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Al di là della volatilità di questa fase di mercato, il rallentamento economico in atto da mesi si sta intensificando in queste settimane, in conseguenza del conflitto commerciale che non accenna ad esaurirsi. Al contrario, i segnali che arrivano sono di un’escalation della tensione tra i due paesi. A beneficiarne, oltre alcuni settori difensivi come i beni di prima necessità e le utilities, è stato soprattutto l’oro.

Esistono diverse controversie su ciò che guida il prezzo dell’oro – tensioni globali, necessità di diversificazione del portafoglio, inflazione, domanda cinese e/o delle banche centrali. Decisamente questi fattori incidono ma non spiegano i movimenti delle ultime settimane.

L’oro si è sostanzialmente mosso in lateralità fino a quando la Fed non ha affermato che avrebbe interrotto il suo programma di aumento dei tassi alla fine del 2018. Da quel momento l’oro è passato da $ 1.200 a $ 1.300.

Le tensioni globali contano ai fini della price action dell’oro, ma con la guerra commerciale in atto, le tensioni globali sono ora collegate alle aspettative economiche e, quindi, ai tassi d’interesse futuri.

Quando la Fed ha dichiarato di voler tagliare i tassi questa estate, l’oro è salito a $ 1.400 nel periodo tra Marzo e Luglio 2019. L’ulteriore peggioramento delle tensioni commerciali potrebbe portare a un notevole rallentamento della crescita economica globale, il che è positivo per i prezzi dell’oro.

Come detto, esistono diverse posizioni che spiegano ciò che guida il prezzo dell’oro, tuttavia l’evidenza suggerisce che attualmente il fattore più importante è la direzione dei tassi di interesse negli Stati Uniti. Alla luce della dinamica dei tassi, possiamo giungere ad alcune valutazioni interessanti:

1) L’oro è andato a prendere area $ 1.550, nelle ultime sedute. Tale movimento implicitamente sconta almeno due ulteriori tagli dei tassi d’interesse da qui fino a fine anno. Di conseguenza, affinchè l’oro possa muoversi verso area $1800 sarebbe necessario almeno un altro taglio dei tassi nel 2019 (per un totale di 3 ulteriori e 4 nell’anno) e/o un peggioramento notevole dell’outlook economico mondiale.

2) Le tensioni globali contano ancora per l’oro, ma con la guerra commerciale in atto, le tensioni globali sono ora correlate alle aspettative economiche e, quindi, ai tassi. Di conseguenza, l’incremento delle tensioni ha portato a una decelerazione della crescita e quindi a tagli ai tassi – positivi per i prezzi dell’oro. Attualmente appare improbabile, nonostante i continui colloqui commerciali tra Stati Uniti e Cina, la fine della guerra commerciale e ciò rende l’oro una delle principali asset class per i prossimi mesi. Tuttavia, il prezzo attuale sconta già un notevole peggioramento del ciclo economico ed almeno due tagli dei tassi per la fine del 2019.

Nel complesso, l’oro resta un asset interessante nei prossimi mesi ma è lecito considerare ingressi multipli, nell’ottica di mediare il prezzo d’ingresso e non comprare sugli eccessi di forza del mercato.

A cura di

Edoardo Fusco Femiano

Market Analyst

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