TECHNICALS IN FOCUS UK100

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L’indice inglese ha consolidato intorno ad area 7.600-7.500 e la barra outside di venerdì sembra evidenziare l’intenzione di rompere a breve area 7.635, per poi guardare ai massimi di periodo in area 7.757 e successivamente area 7.868, massimo assoluto. Un’eventuale correzione potrebbe portare l’indice verso l’area di supporto chiave a 7.400 punti, al di sotto della quale l’indice andrebbe in una distribuzione più profonda.

Market Report 29/07/2019

La settimana che inizia è di particolare importanza per gli operatori. Tutta l’attenzione sarà rivolta al meeting della FOMC. Jerome Powell ed i membri del board della Fed saranno chiamati ad una decisione importante in materia politica monetaria: il primo taglio dei tassi dal 2008. Le attese sono fissate per un intervento di 25 punti base dalla forchetta 2,25%-2,50% ad un nuovo range, pari a 2,00%-2,25%. L’ipotesi di un taglio nell’ordine di 50 punti è oramai piuttosto remoto, sebbene i Fed Funds abbiamo mostrato come, nelle settimane passate, ci fossero serie aspettative in questo senso. I mercati scontano pienamente l’intervento e di conseguenza, l’attenzione degli operatori sarà tutta rivolta alle parole di Powell per comprendere in che misura la Fed vede un rallentamento tale da motivare la completa revisione della politica monetaria degli ultimi sei mesi.

In settimana si riuniranno anche i vertici della Bank of Japan e Bank of England, quest’ultima con la pubblicazione dell’inflation report. Non ci si aspettano sostanziali interventi: la BOJ è da tempo orientata a portare l’inflazione verso il target del 2% e, in questi anni, è di fatto l’unica banca centrale che non ha mai considerato un sia pur minimo cambiamento della sua politica monetaria, da sempre ultra accomodante. Nel Regno Unito, l’affaire Brexit impedisce qualsiasi intervento sostanziale di Carney, in un quadro macroeconomico che resta piuttosto fragile. L’altro dato chiave è rappresentato dai non farm payrolls negli Stati Uniti nella giornata di venerdì, il PIL del secondo trimestre e inflazione in Europa. 

In Europa, Mario Draghi ha giudicato la possibilità di una recessione come altamente improbabile, tuttavia, sul piano corporate, le grandi differenze con l’America vengono dall’andamento degli utili aziendali, in scia per il secondo declino su base trimestrale, rispetto alle stime di consenso. Gli utili aziendali erano attesi in aumento di circa il 10%, mentre ad oggi l’avanzamento è nell’ordine del 3% su base annua. Ad oggi, tuttavia, bisogna ricordare che solo il 20% delle società europee ha riportato i risultati del semestre, mentre negli USA è circa il 70%, dove la maggior parte ha invece riportato meglio delle stime di consenso. In settimana usciranno i dati di Apple: decisamente un market mover.

A cura di

Edoardo Fusco Femiano

Market Analyst etoro

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