TECHNICALS IN FOCUS OIL

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Il Crude Oil si trova in una stretta congestione in area $57-55. Un RSI su base giornaliero sotto 50 conferisce alla commodity una tendenza ribassista, con il supporto di $55 che non ha portato a grandi acquisti dalle mani forti del mercato. Una discesa sotto $55 proietterebbe l’Oil verso area $51, supporto chiave del 2018. Sotto tale soglia, la proiezione sarebbe per un’ulteriore correzione del 10%, verso $45. Diversamente, sopra $55, le resistenze principali sono verso area $60, $61.60 e $63.60.

Market Report 26/07/2019

Giornata di correzione quella di ieri sulle borse europee, fortemente influenzate dal meeting di politica monetaria della BCE, sostanzialmente deludente per i mercati, che si attendevano un intervento più deciso da parte di Draghi. Male le borse europee, nonostante i dati positivi del produttore farmaceutico Roche, del produttore di birra AB Inbev e della casa di prodotti di lusso LVMH, che spiccano tra un’ondata di trimestrali.

Venendo alla riunione di politica monetaria, la BCE ha mantenuto i tassi invariati. Tuttavia ha inserito nel comunicato diversi elementi che fanno intendere un intervento importante a breve. In primo luogo, l’inserimento nel comunicato dell’espressione “lower” riferita al livello dei tassi nel prossimo futuro, che fa intendere una disponibilità a tagliarli a breve. Secondariamente, la valutazione dell’inserimento di misure di mitigation per le banche (tiering).  A non piacere ai mercati è stata la mancata discussione sulla size di un’eventuale taglio dei tassi e la volontà del direttorio di analizzare le prossime proiezioni economiche prima di agire, nonostante Draghi si sia mostrato piuttosto preoccupato sull’andamento del ciclo macro (“outlook is getting worse and worse”).

Wall Street si è mossa in ribasso frazionale, dopo risultati societari contrastanti, a evidenziare un rallentamento dell’economia globale, e sulla scia dei commenti di Mario Draghi sulla politica monetaria, che non ha impressionato gli investitori: il mercato si aspettava un Draghi accomodante e, in questo senso, non è stato esplicito quanto il mercato sperava. Male Tesla, che è crollata di circa del 14% zavorrando il Nasdaq.  Ford ha chiuso in forte ribasso, dopo che la casa automobilistica ha registrato un utile inferiore alle aspettative e ha rivisto al ribasso le previsioni sugli utili. A due settimane dopo l’inizio delle trimestrali, circa il 77% delle 138 società dell’S&P500 che hanno pubblicato i risultati finora ha superato le stime degli utili, secondo i dati di Refinitiv.

Tra i dati macroeconomici in uscita oggi, l’inflazione giapponese ha registrato un lieve avanzamento, sia pur in linea con le aspettative degli analisti. Oggi il dato fondamentale è rappresentato dalla pubblicazione del previsionale del PIL USA, atteso in aumento dell’1.8% su base annua.

A cura di

Edoardo Fusco Femiano

Market Analyst etoro

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