Market Report 25/06/2019

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I mercati restano in attesa del G20 di Osaka di questo fine settimana e a risentirne sono soprattutto gli indici azionari, complessivamente in lateralità dopo il raggiungimento di nuovi massimi di periodo.

In Europa, la notizia principale è che la commissione europea potrebbe concedere all’Italia tempo fino a Gennaio, invece di Ottobre, per procedere alle modifiche della politica di bilancio alla base della procedura UE sul debito, secondo quanto emerge dai verbali della riunione della Commissione del 5 giugno. Il 2 luglio la Commissione dovrebbe proporre l’avvio della procedura disciplinare per debito eccessivo contro l’Italia. Il procedimento, che deve essere approvato dai ministri delle Finanze Ue negli incontri dell’8-9 luglio, obbligherebbe Roma ad adottare misure restrittive di bilancio. In caso contrario andrebbe incontro a delle sanzioni.

Sul fronte azionario europeo, Daimler perde quasi il 3%, dopo aver tagliato ieri l’outlook sugli utili per l’anno in corso e aver alzato gli accantonamenti a causa delle problematiche relative ai veicoli diesel per diverse centinaia di milioni di euro. La notizia, assieme ai dati sulla flessione della fiducia delle imprese in Germania per il terzo mese consecutivo a giugno, ha trascinato i concorrenti Volkswagen e BMW, con il DAX che perde circa lo 0,3%.

Negli Stati Uniti, gli indici azionari registrano lievi guadagni, con i titoli del settore tecnologico che compensano il calo del comparto healthcare, mentre gli investitori sono in attesa del meeting tra Trump e il suo omologo cinese.  I mercati continuano a mostrarsi generalmente ottimisti, vista la costanza con cui le parti si incontrano: i mercati non si aspettano un accordo, ma un complessivo avvicinamento.

Sul fronte del petrolio, questo scambia a rialzo, in continuità con le scorse settimane in cui il greggio ha registrato ampi guadagni sulla scia delle tensioni tra Iran e Stati Uniti, mentre Washington si prepara ad annunciare nuove sanzioni contro Teheran. Il greggio americano ha scambiato a rialzo a 57,84 dollari al barile. Nonostante le dichiarazioni di Trump circa la volontà di non intervenire, la situazione resta complessivamente tesa tra le due diplomazie ed oggi potrebbero essere emesse sanzioni, con l’obiettivo di soffocare ulteriormente le risorse impiegate dall’Iran per finanziare le sue attività nella regione.

Tra i dati in uscita oggi, l’indice sulla fiducia dei consumatori e la vendita di nuove abitazioni, entrambe negli Stati Uniti.

A cura di Edoardo Fusco Femiano Market Analyst eToro

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