Trump detta l’agenda, i mercati seguono

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La giornata di ieri è stata caratterizzata dalla pubblicazione di dati macro e, soprattutto, da continui rivolgimenti sul fronte geopolitico, principalmente per le dichiarazioni di Donald Trump.

Presto nella mattinata americana esce un tweet di Trump, secondo cui gli Stati Uniti hanno siglato un’altra porzione dell’accordo sull’immigrazione con il Messico che necessita di essere ratificata dai parlamentari messicani.  Trump, pur senza fornire dettagli, ha minacciato dazi se il piano non verrà approvato dal congresso messicano. “Abbiamo siglato e documentato un’altra parte molto importante dell’accordo su immigrazione e sicurezza con il Messico”. “Sarà rivelato in un futuro non troppo distante e avremo bisogno del voto da parte dell’organismo legislativo messicano”, ha aggiunto il Presidente USA.  “Non prevediamo un problema con il voto ma, se per qualsiasi motivo l’approvazione non arriverà, saranno ripristinati i dazi”, ha concluso Donald Trump.

Trump resta il protagonista di giornata, chiarendo che sia nell’interesse di Pechino raggiungere un accordo commerciale con Washington e tornando a criticare la politica monetaria della Federal Reserve. Riguardo ai rapporti sempre tesi con la Cina, Trump in un’intervista alla CNBC ha affermato che se il premier cinese Xi JinPing non andrà al G20, i dazi sui beni importati dalla Cina entreranno immediatamente in vigore. 

Complessivamente, la notizia della rimozione dei dazi verso il Messico è stata ben accolta dai mercati, con rialzi generalizzati sia sull’azionario americano che su quello europeo. Nel complesso, i prezzi restano sostenuti dalla forte possibilità che la Fed possa tagliare presto i tassi, mentre il sollievo rispetto ai dazi sul Messico restano un fattore transitorio, vista la natura volatile delle posizioni di Trump. In scia ad un clima di maggior ottimismo, anche le borse asiatiche questa mattina hanno chiuso al rialzo.

Sul fronte dei dati macro, ieri abbiamo avuto una giornata debole, con il report sulle nuove posizioni lavorative aperte negli USA mostra un minimo di rallentamento, sia pur in quadro di ancora grande forza della domanda di lavoro americana.

A cura di Edoardo Fusco Femiano Market Analyst eToro

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