Draghi non abbastanza dovish. Dialoghi USA-Messico

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Giornata caratterizzata da due market movers: la riunione di politica monetaria della BCE e le notizie sul fronte geopolitico negli USA.

In Europa, la riunione BCE ha calamitato l’attenzione degli investitori, che si attendevano un Draghi maggiormente dovish. Di conseguenza, la seduta europea si è mossa a rialzo sin dalle prime battute fino al momento della press conference. Tra i vari dettagli forniti, ciò che ha deluso gli investitori sono stati i dettagli del TLTRO III, ossia le aste di rifinanziamento trimestrali a lungo termine rivolte agli istituti di credito europei. Questi ultimi saranno chiamati a pagare un tasso di interesse su ciascuna operazione superiore di 10 punti base al tasso medio applicato alle principali operazioni di rifinanziamento interne all’Eurosistema per tutta la durata del periodo (Marzo 2021). A seguito di questi dettagli, i mercati europei hanno eroso i guadagni di giornata, girato ed infine chiuso in negativo.

Sotto gli altri fronti, Draghi ha dovuto prendere atto del rallentamento in essere nell’eurozona e di un inflazione che, al netto dello stimolo monetario di questi anni, si trova oggi al livello minimo (1.2%) dal 2016. Sul piano operativo, oltre ai dettagli sul TLTRO-III, ha ribadito il commitment di sostegno all’economia fintanto che sarà necessario e, sui Minibot, proposta del Presidente della Commissione Bilancio del Senato italiano, ha spiegato che si tratterebbe in ogni caso di debito.

Negli USA, i mercati azionari hanno risposto positivamente alle indiscrezioni secondo cui Trump potrebbe ritardare l’adozione dei dazi nei confronti del Messico. Chiaramente, si tratta di un lieve ottimismo, compreso che la politica tariffaria statunitense non offre grande visibilità al mercato e non vi sono di fatto certezze. Il Presidente Trump ha inoltre affermato che prenderà una decisione sui dazi subito dopo il G20.

Oggi usciranno i dati sul lavoro in America. I mercati si attendono circa 190.000 nuovi posti di lavoro, una lieve risalita del tasso di disoccupazione, dal 3.6% al 3.7%, ed una crescita dei salari dello 0.3% su base mensile.

A cura di Edoardo Fusco Femiano Market Analyst eToro

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